Je suis DDoF

Sicuramente non è un periodo facile per chi vuole scegliere per cosa indignarsi.

Abbiamo avuto l’attentato di Parigi, c’è stato il massacro in Nigeria, più tutti i soprusi di… (diciamo così) ordinaria amministrazione come Mafia Capitale.

Personalmente mi volevo concentrare su Parigi ed in particolare su alcune reazioni, abbastanza folcloristiche.

Mi riferisco ad esempio a Marine Le Pen, che da persona responsabile (parole sue), propone di revocare i patti di Schengen e di conseguenza la libera circolazione dei cittadini attraverso l’Europa.

È infatti universalmente nota la legge non scritta per cui ai terroristi è proibito compiere attentati nel proprio paese di residenza, anzi è consigliato varcare quante più frontiere possibile prima di manifestare la propria ostilità. Sarò io che sono ottuso, ma mi sfugge completamente cosa impedisca ad un francese (eventualmente reclutato dall’esterno) di compiere attentati in Francia.

Il secondo esempio di governante illuminato lo troviamo nel primo ministro britannico David Cameron, il quale ha la bella pensata di voler vietare le comunicazioni cifrate. Questo significa in primo luogo che Cameron non ha la minima idea di come funziona Internet: volendo fare un paragone a bassa tecnologia, potremmo pensare che siccome i terroristi comunicano prevalentemente in inglese allora la soluzione è quella di proibire che al telefono si parli questa lingua.

Senza contare che le comunicazioni cifrate sono l’essenza stessa dei servizi offerti dalla rete, a partire dalle transazioni bancarie.

Ci vogliono raccontare che per contrastare dieci manifestazioni di odio è necessario imporre il silenzio, mentre l’unica cosa efficace sono cento discorsi di pace.

Questo è il nuovo tipo di attacco al quale siamo soggetti, potremmo sintetizzarlo in DDoF: Distributed Denial of Freedom.

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